Come non inserire nella mia pagina sull’arte il quadro forse più famoso del celebre pittore olandese. È conservato nel Van Gogh Museum di Amsterdam, che ospita quasi tutte le opere dell’artista, suddivise nei vari periodi della sua produzione. Ottime anche le spiegazioni delle audioguide, ricche nei contenuti e nelle descrizioni, che rendono la visita piacevole e affascinante.
La cosa che salta subito agli occhi in questo che può essere considerato uno dei capolavori di van Gogh, è il letto: è vuoto perché qualcuno si è alzato, ma non è in disordine. E’ stato rifatto, eppure sembra mattino presto, dalla tanta luce che riempie il dipinto.
Dietro al letto un cappello e altri indumenti d’uso quotidiano appoggiati a un attaccapanni: dunque chi li usa non è ancora uscito di casa, e noi sappiamo che questa è la stanza da letto dell’artista.La finestra è semichiusa, come quando, appena alzati, si va ad aprirla per respirare un po’ d’aria fresca; anche le ante esterne sono semichiuse. Perché? Forse se fossero state spalancate sarebbe entrata troppa luce che avrebbe dato fastidio, essendo in linea diretta allo sguardo del pittore.E’ strana, perché vuota, la sedia rivolta verso il letto: sembra avere la funzione di un comodino. Qualcosa vi è stato forse appoggiato prima di dormire e tolto subito dopo il risveglio.L’artista ha rifatto il letto e messo tutto in ordine.
Anche sul tavolo lo si vede, dove le cose utili per la toilette personale sono già state usate e risistemate: la brocca, dentro il catino, non contiene acqua.Il quadro è talmente impressionista da sembrare una sequenza filmata. Pare di vedere il pittore in azione: s’è alzato dal letto, si è lavato, avrà fatto colazione, ha rifatto il letto, ha ripreso la pipa che aveva appoggiato sulla sedia prima d’addormentarsi, poi, siccome non sapeva dove andare o cosa fare, si sarà chiesto, guardandosi attorno, perché non dipingere la sua stessa stanza.E questa, sotto le sue mani creative, si trasforma.
Il letto non è un semplice letto, ma è lo stesso artista con la sua presenza ingombrante, che riempie di 1/3 l’intero quadro, è un letto che vuole apparire formalmente composto, ordinato, ma che ha bisogno di una presenza viva che lo osservi da seduto, sulle due sedie, che infatti stanno aspettando che qualcuno apra la porta e le usi. E’ lo stesso letto, solitario, che lo chiede.Il pittore non vuole aprire la finestra per vedere chi c’è fuori della stanza, ma chiede che qualcuno entri e si metta a sedere, per stargli vicino. I quadri appesi alle pareti non sono sufficienti allo scopo. Sono obliqui, disarmonici rispetto alle linee perpendicolari del muro.
Lo spettatore alla fine ha l’impressione che debba essere lui stesso a mettersi a sedere su una delle due sedie, perché nel quadro è evidente lo sforzo di farsi accettare, che resta però “forzoso”, a causa dell’eccessiva preminenza del letto, fisica e prospettica.Van Gogh considerava questo dipinto uno dei suoi più riusciti, tant’è che ne fece altre due versioni su tela, mentre si trovava volontariamente confinato nel manicomio di Saint-Rémy“.
Alcuni hanno argomentato che il dipinto originale della camera da letto di Vincent incapsula tutti i sogni e le aspirazioni dei suoi primi mesi ad Arles. Van Gogh aveva sperato di fondare una colonia di artisti nel Sud della Francia -una comunità in cooperativa nella quale i pittori avrebbero potuto imparare ciascuno dall’altro e sostenere i loro obiettivi comuni. Affittando la Casa Gialla, Vincent fece il primo passo verso la realizzazione di questo obiettivo. Il dipinto della camera da letto suggerisce l’idea della domesticità e un senso di benessere dentro la propria casa. Quando dipinse le due copie a Saint-Rémy, forse Van Gogh stava riflettendo su tutto quanto aveva perso ad Arles e su ciò di cui era stato privato tra le mura del manicomio: una casa e uno scopo nella vita.