Sembrano ormai lontani i tempi in cui le comunicazioni avvenivano per via epistolare. La carta bianca rappresentava lo spazio destinato alla registrazione dei propri messaggi. Con una lettera si cercava di abbattere le distanze, raggiungere le case e i domicili dei cari lontani, inviare notizie e informazioni periodiche ai familiari. I tempi impiegati per raggiungere i destinatari erano, ovviamente, lunghi, se non addirittura infiniti, e molto spesso le lettere non arrivavano neanche a destinazione.
Con l’avanzata tecnologica tipica dei tempi moderni, il ricorso alla carta e alla posta è rimasto solo un ricordo. La distanza nello spazio e nel tempo sembra non avere più ragione d’essere. Le comunicazioni rispondono a un solo imperativo: devono avvenire in tempo reale. E con la nascita del web tutto questo è stato possibile.
L’approdo al web 2.0

Si pensi soltanto all’e-mail (abbreviazione per electronic mail), il famoso servizio che si avvale della rete internet e che permette di inviare in pochi secondi messaggi ad altri utenti del web presenti in qualsiasi parte del pianeta. Come non ammettere che il datato sistema della carta e dell’inchiostro sia stato surclassato in maniera schiacciante da un mezzo di indubbia velocità, praticità e soprattutto economicità?
Ma le risorse del web non si sono fermate qui. Con gli anni i suoi contenuti sono aumentati, i suoi utenti si sono moltiplicati e con questi la voglia di interagire e di fare parte del sistema, alimentandolo con i propri contributi. Molti la definiscono la seconda epoca del web, ma è anche conosciuta come l’era del web 2.0.
E come tutte le grandi rivoluzioni della storia, non è esente dal contribuire al cambiamento della società.
Gli utenti del web
“Le applicazioni Web 2.0 facilitano la distribuzione dei contenuti e la socializzazione – ha dichiarato Daniele Sommavilla, Vice President South Europe di Nielsen//NetRatings (una società di ricerca che raccoglie dati sul numero e la tipologia di utenti internet) – e gli utenti hanno uno stimolo particolare ad affacciarsi alla finestra dell’online con continuità, per aggiornarsi, verificare se qualcuno ha risposto allo stimolo messo in rete precedentemente, condividere un’informazione, un parere, un’esperienza”.
I navigatori sentono quindi l’esigenza di mettersi in contatto con la restante comunità, costituita principalmente da persone sconosciute e molto spesso di nazioni diverse, instaurando un autentico rapporto morboso col proprio computer. I contenuti scambiati sono per lo più foto, video, messaggi, commenti. Man mano che aumentano le opportunità offerte dalla rete, aumenta di conseguenza il tempo trascorso davanti allo schermo. Ma quali siti si visitano maggiormente?
Tra le tipologie di siti Web 2.0 Nielsen//NetRatings ha individuato le seguenti categorie:
- le Communities, con 8 milioni di utenti, sono la categoria più visitata
- i Giants, seguono subito dopo, raggruppando i 3 siti che hanno trainato il fenomeno divenendo marchi noti globalmente: Wikipedia, My Space e specialmente YouTube. Questi siti hanno superato i 7 milioni di visitatori a gennaio, con crescite in alcuni casi a 4 cifre nel corso degli ultimi 12 mesi. I siti di blog, con 4,4 milioni di utenti si collocano in terza posizione
- i siti che consentono di ricercare, scaricare e proporre alla rete video, con oltre 3 milioni di persone dedite a queste attività
- altre iniziative destinate ad esplodere in breve tempo sono quelle dei siti di sharing e hosting fotografico, come Flickr
- siti legati ai motori di ricerca “umani”, come Yahoo! Answers
- un discorso a parte meritano i cosiddetti siti di Virtual Life, nei quali è possibile creare per sé stessi (SecondLife e Habbo) o per i propri animali domestici (NeoPets) una vita parallela.
Tali iniziative stanno avendo uno sviluppo vertiginoso, non tanto in termini di utenti unici (a gennaio i visitatori di Second Life dall’Italia sono stati poco più di 50.000) ma per il maggior tempo speso in questi territori paralleli dai navigatori web 2.0: oltre 40 minuti è il tempo medio trascorso al mese.
Lo stesso audience si può suddividere in diverse categorie a seconda delle fasce d’età e del sesso, quindi, con delle specifiche preferenze. Attenendosi sempre ai dati raccolti da Nielsen//NetRatings si osserva che tra i siti web 2.0:
- le donne scelgono Neopets
- gli under 18 il sito Habbo
- i giovani tra i 18 e i 24 anni Second Life
- gli over 50 preferiscono Webshots e altri siti per la pubblicazione di fotografie digitali o per la ricerca di informazioni
La necessità di adeguarsi
Agli occhi di tutti è ormai chiaro che il mondo del web non può essere visto come uno strumento innocente; con sé porta una serie di valori, di idee, di nuova visione del mondo e di nuovi modi di relazionarsi con questo che non possono non essere presi in considerazione. Il sistema sociale sta cambiando e con esso anche quello economico e politico; chi ancora non realizza che è in atto un forte cambiamento e non percepisce la contingenza dell’adeguamento, rischia di rimanere isolato dal resto della comunità.
Bisogna, però, essere anche consapevoli dei limiti che questo sistema possiede; non bisogna arrivare a confondere la vita reale con quella offerta dalla rete, pensando che comparire in rete equivale a esistere. Numerosi studi hanno rilevato che il fenomeno della dipendenza dal web 2.0 esiste e colpisce migliaia di utenti. C’è chi sostiene che il web 2.0 abbia portato alla creazione di un nuovo tipo di soggetto sociale: nevrotico, insicuro, sempre alla ricerca di conferme della propria popolarità digitale.
Un uso moderato e consapevole, forse, aiuterebbe a trovare il giusto compromesso tra il desiderio di stabilire relazioni sociali e l’impotenza nel sottrarsi al potere del web.
Sembrano ormai lontani i tempi in cui le comunicazioni avvenivano per via epistolare. La carta bianca rappresentava lo spazio destinato alla registrazione dei propri messaggi. Con una lettera si cercava di abbattere le distanze, raggiungere le case e i domicili dei cari lontani, inviare notizie e informazioni periodiche ai familiari. I tempi impiegati per raggiungere i destinatari erano, ovviamente, lunghi, se non addirittura infiniti, e molto spesso le lettere non arrivavano neanche a destinazione.